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Le buche come fattore di rischio d'incidente - Capitolo 1

Il cattivo stato e la qualità della superficie stradale possono provocare la perdita di controllo del ciclomotore e motociclo con rischio di conseguente incidente e possibile infortunio. Nelle precedenti sezioni sono state fornite indicazioni su come prevenire il rischio a livello individuale e ridurre le conseguenze di eventuali incidenti, specialmente per perdita di controllo del mezzo.
Ora verrà illustrato l'impatto di questo fenomeno a livello collettivo e le possibili misure di prevenzione a questo livello.

I. L'impatto delle buche e irregolarità stradali sugli incidenti

Per una valutazione della dimensione e dell'andamento del fenomeno del rischio d'incidente stradale da buche e irregolarità nella pavimentazione stradale la prima fonte a cui far riferimento sono le statistiche ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) degli incidenti stradali verbalizzati da un’autorità di polizia (statale o locale) che hanno causato lesioni alle persone. In tale rilevazione tra le cause d'incidente accertate o presunte vi è una voce specifica relativa alle buche e altre simili irregolarità della strada, quali ostacoli evitati.
Secondo questa rilevazione sugli incidenti stradali, nell'anno 2016 vi sono stati 398 incidenti stradali causati da buche e altri ostacoli simili evitati sulla sede stradale. Questo dato risulta in diminuzione rispetto a quello dell'anno precedente (-4,2%) ed inferiore sia alla media annua del quinquennio 2012-2016 (618 incidenti stradali all'anno da buche, etc.), sia a quella del quinquennio 2007-2011 (691 incidenti all'anno). Nonostante l'intero fenomeno dell'incidentalità stradale è andato riducendosi nel decennio in questione, a fronte di una diminuzione di frequenza degli incidenti da buche in valore assoluto, il rischio di tale tipo d'incidente (misurato come rapporto d'incidenza) non è diminuito nel tempo.

In generale volendo fornire una prima interpretazione del fenomeno osservato si può notare come il calo generale dell'incidentalità stradale nel periodo in questione abbia trascinato con se tutti i tipi d'incidente, compresi quelli da buche e altri ostacoli similari evitati. Tale calo generalizzato in parte è associabile all'adozione di misure di prevenzione (in particolare patente a punti) e in parte alla probabile diminuzione del flusso veicolare.
In questo quadro generale di riduzione dell'incidentalità stradale il lieve aumento della quota degli incidenti da buche nella composizione relativa delle cause d'incidente indica il permanere dell'effetto di questo specifico fattore di rischio.

Per concludere l'analisi va notato che non tutti gli incidenti stradali con lesioni alle persone sono soggetti a rilevazione da parte delle forze dell'ordine.
Infatti nei casi più lievi e in assenza di responsabilità di terzi i feriti non ricorrono all'ausilio delle forze di polizia e si recano autonomamente presso i servizi sanitari per l'assistenza. In merito, uno studio su vasto campione, condotto dall'Istituto Superiore di Sanità (A. Pitidis et al. 2015) in tutti i pronti soccorso ospedalieri di 4 Regioni italiane (Piemonte, Toscana, Abruzzo e Sardegna), ha permesso di valutare che il rapporto tra numero di soggetti giunti in pronto soccorso per incidente stradale e numero di feriti verbalizzati dalle forze dell'ordine negli anni 2011-2012 era di 3,4 a 1. Applicando questo parametro, quale fattore di correzione del numero di feriti in incidente stradale da buche e ostacoli similari evitati, si può stimare che in Italia il numero di feriti per questa specifica causa nel periodo 2012-2016 sia stato di 2.412 pazienti all'anno.

Alessio Pitidis

Alessio Pitidis

Direttore dell’area Ambiente e Traumi dell’Istituto Superiore di Sanità, dove lavora anche come ricercatore scientifico per il reparto di Epidemiologia Ambientale e Sociale.

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